Pesca tabacchiera, il profumo dell’estate

di Emilia e Lindo
pesca tabacchiera confettura pronta da mangiare

Pesca tabacchiera, il profumo dell’estate

La “pesca tabacchiera” o “saturnina” è una rara varietà di pesche tipica delle pendici dell’Etna. Un antico frutto non facile da trovare, difficile da conservare e impossibile da dimenticare.
Il nome è dovuto alla forma, schiacciata sui due lati, che ricorda una tabacchiera o, forse, Saturno. La produzione è piuttosto  limitata perché  è molto delicata e si conserva solo qualche giorno dopo la raccolta.  E’ quindi poco idonea al trasporto, anche per la  forma così particolare che non si adatta agli imballaggi tradizionali. Per questo è un frutto di nicchia, nonostante oggi la si coltivi anche in alcune parti dell’Italia del Nord, soprattutto in Romagna.

La pesca tabacchiera è di taglia medio piccola, dalla polpa bianca, dolce e molto morbida. Il suo nocciolo è più piccolo di quello di un’albicocca, ha  un profumo intenso, inconfondibile

pesca tabacchiera

 

Come gustarla

Il consiglio è di gustarla fresca, ma è utilizzata anche per fare granite o ottimi gelati. Io ho provato a fare la confettura con questa meravigliosa ricetta e ve la consiglio: ha un profumo ed un sapore indimenticabili, che nelle fredde giornate invernali vi ricorderà l’estate.

Confettura di pesche tabacchiere

Ingredienti

1 kg di pesche tabacchiere pesate già al netto
200 gr di zucchero
1 limone
Lavate le pesche, asciugatele e dividetele a spicchi.
Trasferitele in una casseruola di acciaio o smaltata, spruzzatele con il succo del limone, e fatele cuocere per circa 30 minuti a fuoco molto basso; rimestate con un cucchiaio di legno e schiumate di tanto in tanto. Quindi passate le pesche al passaverdure, raccogliendole in una terrina che avrete precedentemente pesato.
Ora pesate nuovamente il recipiente per poter calcolare il peso esatto di passato e poter fare la giusta proporzione con lo zucchero. Io ne metto 200 gr per ogni kg di frutta passata, perché la pesca è molto dolce; ognuno potrà stabilirne la quantità a piacimento.
Trasferite le pesche di nuovo nel recipiente di cottura e aggiungete lo zucchero.
Mettete il recipiente su fiamma bassa e mescolate con il cucchiaio di legno, fino a che il composto avrà raggiunto una certa densità; fate la prova della goccia: fatene cadere una in un piattino inclinato. Se si coagulerà subito, senza scivolare lungo il piatto, potrete togliere il recipiente dal fuoco e procedere all’invasatura e alla successiva pastorizzazione

ne vale davvero la pena…

pesca tabacchieraeccola, con le etichette disegnate da Matilde

pesca tabacchierauna fetta di pane spalmata di confettura..

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